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	<title>Associazione italiana di storia postale &#187; Una lettera al mese</title>
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	<description>Associazione italiana di storia postale</description>
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		<title>Una lettera al mese: Giugno 1860 Francesco II° ultimo atto (sovrano)</title>
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		<pubDate>Sat, 04 Feb 2012 01:09:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Una lettera al mese]]></category>

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NOTIZIE STORICO POSTALI
Il 25 giugno 1860, Francesco II° re delle Due Sicilie, deluso e amareggiato dagli infausti esiti in Sicilia dell’esercito borbonico contro quello di Garibaldi, fece un ultimo tentativo per cercare di sedare il malcontento che serpeggiava sia negli ambienti aristocratici e militari, sia tra il popolo, facendo affiggere in tutta Napoli un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> <img src="http://www.aisp1966.it/wp-content/uploads/2012/02/GE-NA_p.f-300x215.jpg" alt="GE-NA_p.f" title="GE-NA_p.f" width="300" height="215" class="alignleft size-medium wp-image-3965" /><br />
<a>NOTIZIE STORICO POSTALI</a><br />
Il 25 giugno 1860, Francesco II° re delle Due Sicilie, deluso e amareggiato dagli infausti esiti in Sicilia dell’esercito borbonico contro quello di Garibaldi, fece un ultimo tentativo per cercare di sedare il malcontento che serpeggiava sia negli ambienti aristocratici e militari, sia tra il popolo, facendo affiggere in tutta Napoli un “Atto Sovrano” nel quale prometteva una moderna costituzione e un “tricolore” che avrebbe unito, di comune accordo, le due Corone d’Italia.<br />
I giornali dell’epoca descrissero e commentarono così la notizia :<br />
-	In Portici, Francesco II° firma proclama reale annunziante l’amnistia; la costituzione; bandiera tricolore; e un principe della real casa Vice-Re di Sicilia!..<br />
-	In Napoli molta agitazione per il motu-proprio ieri firmato dal re annunziante la costituzione, la bandiera tricolore, l’intesa col Piemonte.<br />
-	Il comm. De Martino, entrato nel nuovo gabinetto napoletano come ministro degli esteri, fa al ministro sardo Villamarina le prime proposizioni per l’alleanza col Piemonte.<br />
<strong></strong><br />
<a>DESCRIZIONE DELLA LETTERA</a><br />
Le due lettere riportate testimoniano in modo autentico i fatti avvenuti in quei giorni, allontanando il dubbio che il manifesto fosse stato fatto circolare su istigazione degli oppositori del re, dato che il proclama venne persino pubblicato sul “Giornale ufficiale di Napoli”.<br />
La prima lettera venne scritta a Napoli da un patriota esule dal 1849 e poi volontario nei “Cacciatori del Vesuvio”, indirizzata ad un maggiore dell’Esercito piemontese. Affidata ai vapori postali delle Messaggerie Marittime francesi poiché, fin dall’aprile  1860, poco prima dell’inizio della campagna dei  Mille, i vapori delle compagnie napoletane erano stati requisiti ed armati dal governo borbonico per  pattugliare le coste del Regno, causando così serie difficoltà nel servizio postale tra i porti del nord Italia e Napoli, precedentemente collegati da questi piroscafi.<br />
Gli unici vapori che continuarono a trasportare regolarmente corrispondenza senza alcuna interruzione furono i  piroscafi postali francesi.<br />
<strong></strong><br />
<a>ALL&#8217;INTERNO DELLA LETTERA SI PUO&#8217; LEGGERE:</a><br />
<em>Questa mattina sulle cantonate di Napoli stava affisso  l’Atto Sovrano che qui unito ti spedisco copia.</em><br />
<img src="http://www.aisp1966.it/wp-content/uploads/2012/02/atto_sovrano-164x300.jpg" alt="atto_sovrano" title="atto_sovrano" width="164" height="300" class="alignleft size-medium wp-image-3962" /><br />
La seconda lettera venne scritta a Messina, assediata dall’Esercito Meridionale di Garibaldi e descrive al suo interno gli avvenimenti di quei giorni, in particolar modo fa riferimento all’Atto Sovrano pubblicato a Napoli, stampato dalla più autorevole testata della città.<br />
Messina, ancora in mano alle truppe borboniche, allocava entro le sue mura la Direzione e l’Ufficio postale che continuarono a funzionare in maniera autonoma fino alla sera del 23 luglio 1860, giorno della presa della città da parte dei garibaldini.<br />
<img src="http://www.aisp1966.it/wp-content/uploads/2012/02/ME-LY_16-7-300x195.jpg" alt="ME-LY_16-7" title="ME-LY_16-7" width="300" height="195" class="alignleft size-medium wp-image-3966" /></p>
<p><strong></strong><br />
<a>Lettera di 1° porto non affrancata spedita da Messina il 1° luglio 1860 e giunta a Lione il 4. Trasportata dal postale francese “Neva” della linea del Levante, diretta senza scali a Marsiglia. Bollo doganale d’ingresso : “ D. SICILES MARSEILLE A.M. A ”  Tassata allo sbarco per 15 decimi di franco francese.<br />
<strong></strong><br />
<strong></strong><br />
<strong></strong><br />
</a>All’interno della lettera si legge :<br />
<em> &#8230;non sappiamo cosa dire infatti della politica : Un Atto Sovrano è apparso sul giornale ufficiale di Napoli : Promesse di costituzioni, intesa con il Re Vittorio Emanuele, bandiera tricolore, ma finora non si è visto ancora nulla.   Il popolo è sordo e cieco a tutto questo e lascia la cura di decidere al Generale Garibaldi.   Un fondo di menzogne aleggia su tutte le bocche, il fatto è che nessuna di queste è positiva.   In attesa la città è occupata dalle truppe, tutti i giorni ne vediamo arrivare delle altre e con loro cannoni (ce n’è uno catturato), palle (di cannone), ecc. in massa.   Questi stessi trasporti portano, si dice, anche le nuove bandiere destinate alla proclamazione, se le cose vanno per il meglio, alla salutazione del tricolore (che doveva aver luogo questa mattina ma non è stato fatto e non se ne sa il perché)&#8230;.</em> <a><em>descrizione a cura di Antonio Ferrario</em></a></p>
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		<title>Una lettera al mese, ovvero: un Telegramma da Magadino 1° aprile 1862  a Torino</title>
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		<pubDate>Sun, 01 Jan 2012 00:44:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Una lettera al mese]]></category>

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NOTIZIE STORICO POSTALI
Il telegramma in oggetto fu dettato all’ufficio di Basilea per l’inoltro telegrafico all’ufficio di Magadino, ultimo ufficio di frontiera a ridosso del Regno di Sardegna, con raccomandazione di invio per posta a Torino. Il mittente doveva avere veramente fretta se, per risparmiare un o due giorni sull’inoltro normale, si accollò le spese di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.aisp1966.it/wp-content/uploads/2011/12/TelegrammaMuseoPosta-300x173.jpg" alt="TelegrammaMuseoPosta" title="TelegrammaMuseoPosta" width="300" height="173" class="aligncenter size-medium wp-image-3758" /><strong></strong><br />
<strong></strong><br />
<a>NOTIZIE STORICO POSTALI</a><br />
Il telegramma in oggetto fu dettato all’ufficio di Basilea per l’inoltro telegrafico all’ufficio di Magadino, ultimo ufficio di frontiera a ridosso del Regno di Sardegna, con raccomandazione di invio per posta a Torino. Il mittente doveva avere veramente fretta se, per risparmiare un o due giorni sull’inoltro normale, si accollò le spese di invio di un telegramma e successivamente l’inoltro del medesimo per raccomandata al destinatario. La normativa che all’epoca di neonato Regno d’Italia, regolava i rapporti tra quest’ultimo e la Confederazione Elvetica, era ancora quella entrata in vigore nell’agosto del 1851 stipulata fra il Regno di Sardegna e la Svizzera.<br />
<strong></strong><br />
<a>DESCRIZIONE DEL DOCUMENTO</a><br />
In base alla convenzione sopra indicata questa convenzione le lettere semplici (fino ad un peso di 7,5 grammi) scontavano la tariffa di 40 cent. o 40 rappen e le raccomandate pagavano il porto doppio, cioè 80 cent./rappen. E questo è proprio il caso del telegramma qui illustrato che, come da regolamento, venne inoltrato per lettera raccomandata a destino. I telegrammi affrancati sono molto difficili da reperire, perché la normativa prevedeva il loro affrancamento con tariffa di raccomandata solo nel caso in cui l’ufficio di destinazione fosse sprovvisto di ufficio telegrafico o se il luogo d’arrivo (come in questo caso) si trovasse in un altro Stato. Di questo tipo di telegrammi inoltrati per raccomandata a destino, mi sono noti  solo quello qui presentato e un secondo che si trova al Museo Postale di Berna (sempre per l’Italia). Inutile dire che si tratta di una grande rarità di Storia Postale.<br />
 <a><em>Descrizione a cura di Angelo Teruzzi</em></a></p>
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		<title>una lettera al mese: LETTERA AL FELDMARESCIALLO RADETZKY &#8211; GOVERNATORE DEL REGNO LOMBARDO VENETO</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Dec 2011 08:29:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Una lettera al mese]]></category>

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IL RISORGIMENTO ITALIANO ED I MOTI DEL 1848

NOTIZIE STORICO POSTALI
La reazione austriaca, dopo il fallimento dell’insurrezione del 1848 da parte di Milano e delle città lombarde, che in rivolta contro il governo austriaco, avevano aderito al Governo Provvisorio, colpì non solo i responsabili, ma anche chi aveva collaborato con gli insorti.
La polizia, iniziò, su ordine [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.aisp1966.it/wp-content/uploads/2011/11/Cremona11Dic-300x193.jpg" alt="Cremona11Dic" title="Cremona11Dic" width="300" height="193" class="aligncenter size-medium wp-image-3698" /><img src="http://www.aisp1966.it/wp-content/uploads/2011/11/Cremona11DicTesto1-211x300.jpg" alt="Cremona11DicTesto" title="Cremona11DicTesto" width="211" height="300" class="aligncenter size-medium wp-image-3705" /><br />
<strong></strong><br />
<a>IL RISORGIMENTO ITALIANO ED I MOTI DEL 1848</a><br />
<strong></strong><br />
<a>NOTIZIE STORICO POSTALI</a><br />
La reazione austriaca, dopo il fallimento dell’insurrezione del 1848 da parte di Milano e delle città lombarde, che in rivolta contro il governo austriaco, avevano aderito al Governo Provvisorio, colpì non solo i responsabili, ma anche chi aveva collaborato con gli insorti.<br />
La polizia, iniziò, su ordine di Vienna, una vasta e ampia opera di persecuzione e di repressione con esili, carceri e sorveglianze speciali.<br />
Era la logica conclusione, coordinata anche contro il clero cremonese, che aveva partecipato o collaborato alla insurrezione per amore della libertà. Diversi furono i sacerdoti cremonesi maggiormente implicati nelle repressioni austriache del 1848-49.<br />
<strong></strong><br />
<a>DESCRIZIONE DELLA LETTERA</a><br />
Lettera  inviata da Cremona il 10 dicembre 1850 a Verona da un sacerdote cremonese al Feldmaresciallo Conte Radetzky – Governatore del Regno Lombardo Veneto. Il sacerdote, su suggerimento e proposta del Vescovo di Cremona e del Commissario Ziler, al fine di evitare maggiore oppressione, si rassegna ad andare in esilio e chiede di poter riavere i suoi passaporti per andare a Ginevra. E’ disposto, per vivere, a soffrire miserie, fare il facchino o il lavapiatti. L’importante è riavere i suoi passaporti, per andare in esilio in modo legittimo. Al verso della lettera sono indicate le istruzioni per la risposta. La pratica dal Comando Militare, su disposizione del generale di corpo d’armata Ludwig von Benedek, viene trasmessa il 18 dicembre 1850 con parere favorevole alla Sezione Civile, affinché venga eseguita la richiesta. <a><em>Descrizione a cura di Giorgio Zaini</em></a></p>
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		<title>Una lettera al mese: 1944, filatelisti nella disfatta</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Nov 2011 17:33:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Una lettera al mese]]></category>

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NOTIZIE STORICO POSTALI
Il 1944 fu l’anno più tragico per l’Italia che, entrata in guerra nel 1940 accanto alla Germania per una campagna che doveva durare poche settimane, si trovò presto sconfitta e annientata in Africa ed in Russia. Nel 1943 vi fu l’invasione anglo-americana della Sicilia e la contrastata risalita della penisola da parte degli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.aisp1966.it/wp-content/uploads/2011/10/SfollatoRetro1-210x300.jpg" alt="SfollatoRetro" title="SfollatoRetro" width="210" height="300" class="alignleft size-medium wp-image-3537" /><img src="http://www.aisp1966.it/wp-content/uploads/2011/10/SfollatoFronte-300x208.jpg" alt="SfollatoFronte" title="SfollatoFronte" width="300" height="208" class="alignleft size-medium wp-image-3535" /><br />
<a>NOTIZIE STORICO POSTALI</a><br />
Il 1944 fu l’anno più tragico per l’Italia che, entrata in guerra nel 1940 accanto alla Germania per una campagna che doveva durare poche settimane, si trovò presto sconfitta e annientata in Africa ed in Russia. Nel 1943 vi fu l’invasione anglo-americana della Sicilia e la contrastata risalita della penisola da parte degli Alleati . Cadde Mussolini e poi si costituì nell’Italia del nord la Repubblica Sociale Italiana ancora sotto il comando del Duce. La situazione, soprattutto al nord e nelle città era tristissima: miseria, fame, bombardamenti rendevano impossibile un regolare andamento della vita quotidiana. Allora si aveva ben altro da pensare che ai francobolli! C’era però chi non demordeva: lo spirito collezionistico non muore mai, anche nelle situazioni più difficili ed incredibili e di questo abbiamo avuto molteplici dimostrazioni. Recentemente mi è capitata in mano questa “cartolina a stampa” affrancata con un francobollo da 10 centesimi di San Marino di quella lunga serie preparata per festeggiare il ventennale dei Fasci Sammarinesi e poi non emessa. Parte dei francobolli il 27 agosto 1943, cancellando “Ventennale dei Fasci 1922 1942” vennero soprastampati “28 luglio 1943 1642 d.F.R.”, data della caduta del Fascismo a San marino nell’anno 1642 dalla fondazione della Repubblica e, un’altra parte “Governo Provvisorio”.<br />
<strong></strong><br />
<a>DESCRIZIONE DELLA CARTOLINA</a><br />
Il documento presenta un francobollo che porta l&#8217;ultima soprastampa “Ventennale dei Fasci 1922 1942” soprastampati “28 luglio 1943 1642 d.F.R.”. A guardare i cataloghi si tratta di francobolli comunissimi, sia nuovi che usati, venduti più che altro per collezione. Forse solo pochi hanno avuto un normale uso postale e questo, anche se chiaramente utilizzato su una cartolina spedita da un commerciante di francobolli, è uno di questi. Risulta bollato “Repubblica di S.Marino – Serravalle- 18 III 1944”, ma è il supporto cartaceo che mi ha più incuriosito. E’ uno stampato della ditta “A.MASCHIO  via S. Ferrari 3  Bologna  SFOLLATO  a “REP. DI S. MARINO SERRAVALLE”, quest’ultima indicazione con un timbro in gomma violetto impresso leggermente (allora si risparmiava anche sull’inchiostro!). Da notare inoltre che la località non è a stampa in quanto, in quei momenti così incerti e tragici, non era determinabile anticipatamente e per di più soggetta anche ad improvvisi cambiamenti. La cartolina è indirizzata a Cremona, poi dalla stessa mano corretto in Crema, a chi certamente era collezionista di francobolli, già cliente della ditta o conosciuto come tale. Notare l’ N.B. sulla sinistra, dove, sapendo della scarsità di denaro o del declinante valore della moneta in circolazione o approfittando del momento, si accettavano in cambio “serie commemorative nuove e alti valori bollati”. Quest’ ultimi molto ricercati anche allora! Al retro con (Data del timbro postale) si offre, “Fino al 10 aprile 1944”, della “Repubblica di San Marino” la “Nuova emissione francobolli per beneficienza” e si fanno prezzi particolari per quantità e, nel P.S. finale si avvisa che “Continua la vendita propagandistica delle Serie Ventennale 28/7 e Governo Provvisorio”. Un oggetto che nella sua semplicità ci porta a meglio comprendere e, ai più anziani a rivivere, quei momenti così difficili vissuti anche da tanti filatelisti. <a><em> Descrizione a cura di Lorenzo Carra</em></a></p>
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		<title>UNA LETTERA AL MESE:UN “RECORD” PER UMBERTO II°</title>
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		<pubDate>Sat, 01 Oct 2011 04:07:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Una lettera al mese]]></category>

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NOTIZIE STORICO POSTALI
Il breve regno di Umberto II° di Savoia ebbe inizio il 9 maggio del 1946 e finì il 13 giugno successivo quando lasciò il territorio della neonata Repubblica Italiana e si recò in Portogallo, meta scelta per il suo esilio. Fu un breve regno caratterizzato in primis dal referendum istituzionale del 2 giugno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.aisp1966.it/wp-content/uploads/2011/09/LetteraImperiale£50-300x203.jpg" alt="LetteraImperiale£50" title="LetteraImperiale£50" width="300" height="203" class="alignleft size-medium wp-image-3517" /><br />
<a>NOTIZIE STORICO POSTALI</a><br />
Il breve regno di Umberto II° di Savoia ebbe inizio il 9 maggio del 1946 e finì il 13 giugno successivo quando lasciò il territorio della neonata Repubblica Italiana e si recò in Portogallo, meta scelta per il suo esilio. Fu un breve regno caratterizzato in primis dal referendum istituzionale del 2 giugno che di fatto né sancì la fine stessa e l’inizio di una nuova stagione democratica per l’Italia. Dopo la fine della guerra i servizi postali avevano lentamente ripreso il corso normale, sia per l’interno con la vasta gamma di servizi offerti al pubblico, sia per l’estero con la riattivazione dei collegamenti aerei per l’Europa e i paesi lontani dall’America. Il 10 maggio si registra l’emissione del 4 l. appartenente alla serie Democratica già emessa il 1° ottobre del 1945 e basta prendere in mano una delle tante lettere o cartoline del periodo in questione per capire la confusione e nello stesso tempo la diversità di francobolli a diposizione dell’utente: si va dall’Imperiale del 1929, ai francobolli luogotenenziali senza fasci ma con ancora l’effige di Vittorio Emanuele III°, ai neonati valori della Democratica senza dimenticare casi d’uso dei valori della Repubblica Sociale o persino di marche da bollo o di recapito come francobolli.<br />
<strong></strong><br />
<a>DESCRIZIONE DELLA LETTERA</a><br />
Il documento qui riprodotto è una perfetta sintesi di quanto espresso poc’anzi. Su di essa infatti coesistono simboli vecchi e nuovi testimoni di sovrani passati e ideali futuri. E’ presente Vittorio Emanuele III° sui valori da 50 l. Imperiale, la Minerva sempre in voga del 10 l. luogotenenziale, e i simboli repubblicani del martello che spezza le catene e il classico ramo d’ulivo con il contadino che lo rinforza. Nel dettaglio stiamo parlando di una lettera via aerea raccomandata espresso da Firenze per gli USA in data 29 maggio 1946 in perfetta tariffa per 828 l. affrancata con 4 valori della Democratica da 2 l., 4 da 10 l. ardesia, 3 valori da 10 l. Imperiale senza fasci e 15 valori da 50 l. Imperiale a coprire la tariffa: 65 l. lettera 6 porti per l’estero, 20 l. raccomandata, 30 l. espresso e 713 l. 23 porti aerei da 31 l. L’eccezionalità del documento è data dall’elevatissimo importo della tariffa e per l’uso di ben 15 valori del 50 l. Imperiale di cui un blocco di 10. Si tratta sicuramente di un vero record per Umberto II°. <a><em>Descrizione a cura di Aniello Veneri</em></a></p>
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		<title>Una lettera al mese: Inseguimento nell’Oceano Pacifico – Parte seconda</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Sep 2011 11:13:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Una lettera al mese]]></category>

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		<description><![CDATA[













RIEPILOGO DALLA PRIMA  PARTE
La raccomandata qui illustrata completa il racconto,  iniziato il mese scorso, dell’odissea postale relativa al viaggio della “R.N. Liguria”. Rispetto alla busta presentata allora c’è però una novità: in questa, lo scrivente non è sconosciuto, ma coincide con il destinatario. La scrittura è infatti in tutto e per tutto simile [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.aisp1966.it/wp-content/uploads/2011/07/Biscaretti_2_a-300x238.jpg" alt="Biscaretti_2_a" title="Biscaretti_2_a" width="300" height="238" class="alignleft size-medium wp-image-3461" /><img src="http://www.aisp1966.it/wp-content/uploads/2011/07/Biscaretti_2_b-300x239.jpg" alt="Biscaretti_2_b" title="Biscaretti_2_b" width="300" height="239" class="alignleft size-medium wp-image-3460" /><br />
<strong></strong><br />
<strong></strong><br />
<strong></strong><br />
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<strong></strong><br />
<strong></strong><br />
<strong></strong><br />
<strong></strong><br />
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<strong></strong><br />
<a>RIEPILOGO DALLA PRIMA  PARTE</a><br />
La raccomandata qui illustrata completa il racconto,  iniziato il mese scorso, dell’odissea postale relativa al viaggio della “R.N. Liguria”. Rispetto alla busta presentata allora c’è però una novità: in questa, lo scrivente non è sconosciuto, ma coincide con il destinatario. La scrittura è infatti in tutto e per tutto simile alla nota di ricezione scritta sulla prima raccomandata. Scopriamo quindi che il conte Guido Biscaretti di Ruffia, non era solo il comandante in seconda dell’incrociatore leggero “Liguria”, ma anche un appassionato e curioso collezionista di storia postale.<br />
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<a>DESCRIZIONE DELLA LETTERA</a><br />
La lettera raccomandata, affrancata con il 20 Centavos del 1878-99, è indirizzata al: Sig. Conte Guido Biscaretti di Ruffia 2° Comandante del R. Incrociatore Italiano Liguria S. Francisco – California – Estados Unidos. In alto, parzialmente coperta dall’etichetta di raccomandazione di Valparaiso (Chile) si intravede l’indicazione: “Via Panama” , anche questa scritta dal mittente/destinatario.<br />
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<a>IL PERCORSO SEGUITO</a><br />
Scritta fra il 9.3.1904 e il 17.3.1904, durante la sosta della “Liguria” a Valparaiso, la lettera, quasi certamente in base alle istruzioni del Conte Biscaretti, venne spedita oltre un mese dopo (il 25.3.1904) con il probabile obiettivo di complicare il compito al Servizio Postale e verificarne l’efficienza, creando altresì un interessante “pezzo” da collezione. Seguendo la via di Panama (secondo l’indicazione scritta) la lettera raggiunse New York il 18.5.1904 e da lì, via ferrovia, San Francisco il 23.5.1904, arrivando ovviamente troppo tardi per essere consegnata al destinatario. La “Liguria” era infatti già ripartita per Honolulu il 15.5.1904 e lì venne reindirizzata la lettera (timbro lineare: Honolulu, Hawaii + annullo violetto FORWARDED Registry Div. S[an] F[rancisco] P[ost] O[ffice]) arrivandovi il 1.6.1904. Poiché la “Liguria” sarebbe ripartita da Honolulu il giorno seguente, si sarebbe fatto in tempo a consegnare la lettera, ma le normali pratiche postali di registrazione della raccomandata e della successiva consegna allungarono i tempi e fecero perdere quest’occasione. Venne apposta un’ulteriore etichetta di registrazione e, il 4.6.1904, la lettera venne inoltrata (lineare “Forwarded” in blu) al nuovo indirizzo scritto in inchiostro rosso: Melbourne, Australia. Dopo il transito a Sidney 20.6.1904, il giorno seguente la busta raggiunse Melbourne, ma questa volta troppo in anticipo! Come ad Hong Kong per la lettera precedente,  neppure il console italiano a Melbourne era al corrente dell’arrivo della “Liguria”. Ciò diede origine alla nota scritta al verso: “Refused by Italian Consul to be called at G[eneral] P[ost] O[ffice]) (rifiutata dal console italiano, da ritirare presso la posta centrale), seguita da firma e data 21.6.1904. Lì la busta rimase fino al 18.7.1904 quando, a seguito di nuove informazioni, venne reindirizzata (scritta a inchiostro rosa/rosso: “Hobart Tw To await arrival (Hobart Town, Attendere arrivo)” con la specifica che la “Liguria” era una “Naval ship”). Il 20.7.1904 la lettera arrivò a Hobart dove, con l’arrivo della “Liguria” l’8.8.1904, ebbe finalmente termine il suo inseguimento. <a><em>Descrizione a cura di Paolo Zavattoni</em></a></p>
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		<title>Una lettera al mese: DAL REGNO LOMBARDO VENETO A COSTANTINOPOLI</title>
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		<pubDate>Sun, 31 Jul 2011 22:15:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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NOTIZIE STORICO POSTALI
La linea del levante da Trieste a Costantinopoli: dal 1837 (viaggio inaugurale 16 maggio 1837  con il piroscafo “Ludovico”) le linee del Lloyd Austriaco avevano iniziato con frequenza e regolarità il proprio servizio da Trieste con la Grecia e con il Levante monopolizzando l&#8217;intero traffico sulle linee percorse. I rapporti che la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.aisp1966.it/wp-content/uploads/2011/06/franca_ok-300x189.jpg" alt="franca_ok" title="franca_ok" width="300" height="189" class="alignleft size-medium wp-image-3359" /><img src="http://www.aisp1966.it/wp-content/uploads/2011/06/031_soldo063-300x172.jpg" alt="031_soldo063" title="031_soldo063" width="300" height="172" class="alignleft size-medium wp-image-3363" /><br />
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<a>NOTIZIE STORICO POSTALI</a><br />
La linea del levante da Trieste a Costantinopoli: dal 1837 (viaggio inaugurale 16 maggio 1837  con il piroscafo “Ludovico”) le linee del Lloyd Austriaco avevano iniziato con frequenza e regolarità il proprio servizio da Trieste con la Grecia e con il Levante monopolizzando l&#8217;intero traffico sulle linee percorse. I rapporti che la società di navigazione intratteneva con l&#8217;amministrazione postale austriaca avevano una grande importanza.<br />
La ragione di questa importanza è data dal fatto che in Austria le sovvenzioni alle società di navigazione erano versate dall&#8217;amministrazione statale non solo come corrispettivo per la regolare effettuazione di una linea di navigazione ma anche come contropartita del trasporto della posta<br />
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<a>DESCRIZIONE DELLA LETTERA</a><br />
Lettera franca da Cremona a Costantinopoli, via Trieste, del 12 dicembre 1853 arrivata a Costantinopoli il 25 dicembre 1853. Sul frontespizio il bollo FRANCA stampatello diritto e croce di S. Andrea a penna. La lettera è affrancata per 105 centesimi (45c. + 45c.  I tipo carta a coste verticali + 15c. III tipo) corrispondenti a 21 Kreuzer, di cui 9 Kr per il porto da Cremona a Trieste e 12 Kr per il porto da Trieste a Costantinopoli. La lettera è stata trasportata via mare da Trieste a Costantinopoli dalla organizzazione postale, autonoma, del Lloyd Austriaco che gestiva la linea diretta del Levante da Trieste a Costantinopoli. Al verso della lettera è indicato l&#8217;importo di 12 Kr per il tragitto Trieste &#8211; Costantinopoli e rappresentano l&#8217;accredito dell&#8217;amministrazione postale austriaca a quella del Lloyd austriaco. <a><em>Descrizione a cura di Giorgio Zaini</em></a></p>
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		<title>La cartolina del mese: Francobollo insufficiente? No! Così non parte!</title>
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		<pubDate>Fri, 01 Jul 2011 20:17:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[NOTIZIE STORICO POSTALI Quando in Italia, il 1° gennaio 1874, comparvero le prime cartoline postali ebbero subito un gran successo perché permettevano di comunicare spendendo solo 10 centesimi, la metà di una lettera. Non era previsto (ma non era nemmeno vietato) che potessero essere inviate all’estero, però le varie convenzioni che allora regolavano i rapporti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.aisp1966.it/wp-content/uploads/2011/07/CPFronte-300x214.jpg" alt="CPFronte" title="CPFronte" width="300" height="214" class="alignleft size-medium wp-image-3412" /><img src="http://www.aisp1966.it/wp-content/uploads/2011/07/CPRetro-210x300.jpg" alt="CPRetro" title="CPRetro" width="210" height="300" class="alignleft size-medium wp-image-3415" /><a>NOTIZIE STORICO POSTALI</a> Quando in Italia, il 1° gennaio 1874, comparvero le prime cartoline postali ebbero subito un gran successo perché permettevano di comunicare spendendo solo 10 centesimi, la metà di una lettera. Non era previsto (ma non era nemmeno vietato) che potessero essere inviate all’estero, però le varie convenzioni che allora regolavano i rapporti postali con i vari Stati esteri non ne facevano cenno per il semplice fatto che, quando furono stipulate, le cartoline postali in Italia non c’erano ancora. Volendole spedire avrebbero quindi pagato quanto previsto per una lettera e, naturalmente, a parità di costo, si preferì servirsi di queste ultime con le quali si poteva scrivere di più e in modo riservato. Il 1° luglio 1875, entrando in vigore il Trattato dell’Unione Generale delle Poste (poi UPU) furono stabilite anche  particolari tariffe per le cartoline postali che, nel caso di invii verso l’Austria o i Paesi dell’Impero Austriaco, fu di 15 centesimi.<br />
<strong></strong><br />
<a>L&#8217;INOLTRO DELLA CARTOLINA</a><br />
Francesco…, un droghiere di Novara, attento ai danè,  il 2 novembre 1875 approfittò del minor costo per utilizzare una cartolina postale per richiedere ad una ditta di Trieste “i prezi ristreti…della fruta seca…dei fichi agropoli, nacolle (?) di Sicilia, prune di Pravenza….” . La scrisse e la imbucò. L’impiegato postale, presa la posta dalla buca, timbrò la cartolina e solo dopo notò che era indirizzata a “Trieste”, allora appartenente all’Impero Austriaco. I dieci centesimi della cartolina non andavano bene per mandarla in Austria e quindi impresse il bollo “Francobollo insufficiente” accanto a quella specie di francobollo con l’effigie di Vittorio Emanuele II stampato sulla cartolina. Ma l’impiegato postale non poté  far partire la cartolina postale così come avrebbe fatto se fosse stata una lettera insufficientemente affrancata (che poi sarebbe arrivata tassata), perché più che essere insufficiente, nel caso delle cartoline postali l’affrancatura era obbligatoria. Così girò la cartolina, lesse chi l’aveva scritta (con le cartoline postali il segreto epistolare non poteva certo valere), fece chiamare e venire il signor Francesco, si fece dare 5 centesimi ed applicò sopra il bollo di partenza di Novara un francobollo da 5 centesimi che poi annullò col bollo numerale a punti “20” assegnato a Novara. I 10 centesimi della cartolina con aggiunti i 5 centesimi del francobollo soddisfecero così la prevista tariffa di 15 centesimi. La Cartolina partì ed arrivò a Trieste l’8 novembre 1875. Per le feste di Natale avranno i novaresi gustato i fichi secchi siciliani? <a><em>Presentazione a cura di Lorenzo Carra</em></a></p>
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		<title>Una lettera al mese: Inseguimento nell’Oceano Pacifico N°1</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Jun 2011 05:52:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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NOTIZIE STORICHE
Nei primi anni del secolo scorso l’Italia faceva parte,  buon ultima, delle cosiddette Grandi Potenze Europee. Un ruolo che andava adeguatamente dimostrato e sostenuto in tutto il mondo. Questo compito era affidato alla Marina Militare Italiana che, oltre a mantenere una Squadra navale in Estremo Oriente, effettuava numerose crociere oceaniche con le  [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.aisp1966.it/wp-content/uploads/2011/05/BiscarettiFronte-300x224.jpg" alt="BiscarettiFronte" title="BiscarettiFronte" width="300" height="224" class="alignleft size-medium wp-image-3325" /><img src="http://www.aisp1966.it/wp-content/uploads/2011/05/BiscarettiRetro-300x224.jpg" alt="BiscarettiRetro" title="BiscarettiRetro" width="300" height="224" class="alignleft size-medium wp-image-3324" /><br />
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<a>NOTIZIE STORICHE</a><br />
Nei primi anni del secolo scorso l’Italia faceva parte,  buon ultima, delle cosiddette Grandi Potenze Europee. Un ruolo che andava adeguatamente dimostrato e sostenuto in tutto il mondo. Questo compito era affidato alla Marina Militare Italiana che, oltre a mantenere una Squadra navale in Estremo Oriente, effettuava numerose crociere oceaniche con le  sue navi allo scopo di “mostrare la bandiera” in ogni angolo del mondo e, in aggiunta, di pubblicizzare i progressi dell’industria cantieristica italiana. E’ questo il caso del viaggio di circumnavigazione della “Regia Nave Liguria” un incrociatore leggero che, al comando del Duca degli Abruzzi, partì da la Spezia il 29 agosto 1903 per farvi ritorno il 18 aprile 1905 dopo aver visitato i porti delle due Americhe, dell’Australia e dell’Asia.<br />
<strong></strong><br />
<a>IL DESTINATARIO</a><br />
La lettera raccomandata con ricevuta di ritorno (se ne riscontrano tracce al verso) qui illustrata è indirizzata al comandante in seconda della nave:  Capitano di corvetta conte Guido Biscaretti di Ruffia. Più precisamente l’indirizzo, scritto in spagnolo, recita:<a>“Sr. Conde Guido Biscaretti di Ruffia 2° Comandante el crucero Italiano Liguria Punta Arenas [Cile] o adonde se encuentra.</a> L’ultima precisazione [o dovunque si trovi] valeva il nostro ibi vel ubi e implicava per ogni servizio postale una particolare cura nella ricerca del destinatario. Ciò diede origine a un vero e proprio inseguimento nell’Oceano Pacifico.<br />
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<a>LA LETTERA</a><br />
Spedita il 20.2.1904 da Santiago del Estero, una località nel nord dell’Argentina e  indirizzata a Punta Arenas, porto all’estremo sud del Cile, la lettera vi arrivò troppo tardi: la “Liguria” era già ripartita il 1.3.1904 per Valparaiso (Cile centrale) . Qui la lettera giunse, ma ancora in ritardo;  la “Liguria” aveva già salpato il 17.3.1904 per Callao (Peru). L’ufficio postale di Valparaiso appose l’etichetta di raccomandazione (Valparaiso Transito) e l’annullo a data 6.4.1904 poi inoltrò il tutto a Callao dove la lettera giunse il 18.4.1904 ma… la “Liguria era già ripartita da quindici giorni! Dopo essersi informati sulle prossime tappe della nave e, ritenendo inutile inseguirla in ogni scalo, i peruviani decisero di “saltare” buona parte delle tappe previste dalla “Liguria” negli scali dell’Oceano Pacifico e indirizzarono direttamente la lettera al consolato italiano di Hong Kong. Ma la posta in partenza da Callao faceva, attraverso l’istmo di Panama, la rotta Atlantica; il 10.5.1904 la lettera venne quindi sbarcata a New York da dove proseguì per ferrovia fino a San Francisco arrivandovi il 16.5.1904 (mancando la “Liguria” di un solo giorno!). Da lì, dopo aver applicato l’etichetta di raccomandazione la lettera venne inviata a Hong Kong dove, questa volta, giunse troppo in anticipo. Nel frattempo, infatti, la “Liguria” stava viaggiando verso il Sud-Pacifico e l’Australia e, a Hong Kong, il consolato italiano era evidentemente privo delle necessarie informazioni. Dopo avere invano avvisato il consolato (timbro ADVERTISED con data in rosso 20/6/04) la busta rimase infatti giacente presso la posta di Hong Kong fino a quando, dopo aver ricevuto due ulteriori timbri ADVERTISED UNCLAIMED e REBUTS venne rispedita a S. Francisco (scritta a inchiostro rosso “Unclaimed return to sender 14/10/04”) dove arrivò l’11 Nov. 1904 per poi essere di nuovo rispedita a Hong Kong (indicazione a inchiostro rosso + annullo violetto FORWARDED Registry Div. S[an] F[rancisco] P[ost] O[ffice]). Ora era troppo tardi per raggiungere la “Liguria” che era ripartita il 13.12.1904 per l’Oceano Indiano. La busta venne allora re-indirizzata a Singapore dove giunse il 2.1.1905 per essere finalmente consegnata al suo destinatario l’11 gennaio come da nota manoscritta al verso. L’inseguimento, durato oltre 10 mesi, si era finalmente concluso!  <strong><a><em>Descrizione a cura di Paolo Zavattoni &#8211; Continua </em></a></strong></p>
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		<title>una lettera al mese, anzi no due: le convenzioni estere del Granducato di Toscana</title>
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		<pubDate>Sun, 01 May 2011 17:43:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Una lettera al mese]]></category>

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NOTIZIE STORICO POSTALI
La Convenzione fra Austria e Granducato di Toscana entrata in vigore a far data dal 1°aprile 1851, oltre a permettere di spedire e ricevere lettere franche a destino per e da tutto l’ Impero Austriaco, permetteva  anche di spedire lettere franche a destino per gli Stati Germanici aderenti alla GAPU (German Austrian [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.aisp1966.it/wp-content/uploads/2011/05/Firenze.jpg" alt="Firenze" title="Firenze" width="300" height="232" class="alignleft size-full wp-image-3226" /><img src="http://www.aisp1966.it/wp-content/uploads/2011/05/Livorno.jpg" alt="Livorno" title="Livorno" width="300" height="215" class="alignleft size-full wp-image-3227" /><br />
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<a>NOTIZIE STORICO POSTALI</a><br />
La Convenzione fra Austria e Granducato di Toscana entrata in vigore a far data dal 1°aprile 1851, oltre a permettere di spedire e ricevere lettere franche a destino per e da tutto l’ Impero Austriaco, permetteva  anche di spedire lettere franche a destino per gli Stati Germanici aderenti alla GAPU (German Austrian Postal Union). La tariffa, per lettere semplici fino ad un lotto austriaco di peso, era così definita : 4crazie porto di Lega Italica; 6 crazie porto per la GAPU. Qualora per motivi di maggior celerità di inoltro, fosse reputato più conveniente far transitare la corrispondenza attraverso  la Svizzera, tale inoltro particolare comportava una maggiorazione di 2 crazie a favore della nazione elvetica quale diritto di transito. Alleghiamo due lettere che testimoniano queste due differenti tariffe dovute ad un diverso instradamento:<br />
<strong></strong><br />
<a>DESCRIZIONE DELLA PRIMA LETTERA</a><br />
Lettera da Firenze a Norimberga del 9.2.57, affrancata per 10 crazie: 4cr. porto di Lega e 6cr. porto per la GAPU (tale porto è anche vergato a mano con un 6 sul fronte della lettera e poi cancellato ad indicare che non si trattava di una tassa ma solo di quanto spettava per il tragitto estero austro-germanico).<br />
<strong></strong><br />
<a>DESCRIZIONE DELLA SECONDA LETTERA</a><br />
 Lettera da Livorno per Bonn am Rhein del 14.12.53, affrancata per 12 crazie : 4cr. porto di Lega, 6cr. porto per la GAPU e 2cr. transito svizzero. Le  varie competenze sono segnate a mano sul fronte in nero (6/4/2) e l’ammontare del porto estero ( 6+2 crazie) è stato trasformato in 4silbergroschen, segnati prima in transito in rosso e ribaditi poi all’arrivo in inchiostro blu. Due lettere interessanti che insieme si spiegano e  completano meglio. <em><a> &#8211; Presentazione a cura di Angelo Teruzzi</em></a></p>
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