La nostra storia

 La creazione dell’Associazione Italiana di Storia Postale può essere ricondotta al Convegno che si tenne a Milano il 3-4 Novembre del 1965, durante il quale un gruppo di amici: Italo Bacchi, Giordano Beltrame, Paolo Bianchi, Luciano Buzzetti, Giampaolo Guzzi, Adriano Landini, Enrico Mazzucchetti, Silvio Merlo e Piero Zanetta (collettivamente “i Soci Fondatori”) approfondirono la possibilità di creare un centro studi sulla storia postale. In altri paesi come Inghilterra, Francia e Germania esistevano già dei centri di studio simili.

I soci fondatori scelsero come forma giuridica quella dell’associazione e, su proposta di Landini (già socio della Postal Historian Society di Londra), la chiamarono “Associazione Italiana di Storia Postale”, abbreviata in AISP.

Durante gli ultimi tre mesi del 1965 si tennero numerosi incontri tra i soci fondatori per approfondire obiettivi e modalità di funzionamento che avrebbero dovuto caratterizzare l’Associazione. Ai primi di gennaio del 1966, nell’ufficio di Landini si tennero le votazioni per eleggere il primo consiglio direttivo: fu eletto Presidente Landini, che, però lasciò subito l’incarico a Buzzetti per gravosi impegni di lavoro. Le altre cariche furono così suddivise: Bacchi vice Presidente, Merlo cassiere, Bianchi addetto alle pubbliche relazioni e Landini bibliotecario pro tempore e addetto alle relazioni con l’estero. Ai rimanenti soci fondatori fu demandato il compito di redigere la bozza finale dello statuto sociale.

Il 13 Gennaio 1966 nacque ufficialmente l’AISP, con atto del Notaio Lainati di Milano.

Lo scopo dell’AISP era dettato dall’articolo 2 dello statuto che esprimeva in modo chiaro le motivazioni che avevano ispirato i soci fondatori:

 Scopo della associazione è la diffusione della filatelia come studio. Si prefigge di riunire collezionisti e studiosi di filatelia per un attivo scambio di idee ed un’amichevole collaborazione nello sviluppo delle collezioni.

Il successivo articolo 3 prevedeva il numero chiuso di 100 soci “per mantenere il suo carattere di gruppo di studio”. L’articolo 4, oltre a prevedere l’impegno morale per i soci a partecipare alle attività dell’associazione quali ad esempio riunioni, mostre e conferenze, prevedeva un obbligo particolarmente rilevante: “ogni socio si impegna a presentare e cedere all’associazione almeno uno studio nel corso di ogni anno”.

Lo statuto dell’AISP rifletteva l’approccio molto rigoroso dei fondatori che, in quanto studiosi, si erano posti l’obiettivo di creare un vero e proprio laboratorio di ricerca avanzata nel campo della storia postale, con impronta accademica. Non può tacersi, tuttavia, che la reazione di molti fu scettica, ritenendo che le clausole statutarie più restrittive – quali il numero chiuso e l’obbligo di presentare uno studio ogni anno – avrebbero sancito l’insuccesso dell’associazione.

Nonostante le comprensibili perplessità di taluni, il successo che riscosse l’iniziativa andò ben oltre le stesse attese dei fondatori: la costituizione dell’AISP attirò l’attenzione non solo della stampa nazionale (vedi foto n. 1, n. 2, n. 3 e n. 4) ma anche di quella internazionale (vedi foto n. 5 e n. 6 ).Nel corso dei primi due anni di vita, inoltre, i soci salirono a sessantaquattro.

La prima sede – messa a disposizione del Socio Gaetano Vullo – fu in Via Rovello e venne inaugurata il 26 Febbraio 1966. I soci incominciarono da subito ad utilizzare attivamente la sede sociale tenendo una serie d’incontri con esposizioni descrittive delle loro collezioni.

L’attività dell’AISP fu da subito improntata anche alla presenza in ambito internazionale, tanto che la prima manifestazione ufficiale alla quale l’associazione prese parte fu la Convenzione delle Società di Storia Postale indetta dalla Postal History Society degli Stati Uniti, tenutasi a Washington nel maggio del 1966 (l’associazione in quell’occasione fu rappresentata da Adriano Landini). Nell’ottobre dello stesso anno si svolse a Londra una serata AISP presso le sale della Postal Historian Society con la presentazione della “Collezione di vie di mare e uffici italiani all’estero” appartenente al socio Umberto Faccio, che sarà il secondo Presidente dell’AISP.

Proponendosi come centro di eccellenza per la ricerca e lo studio nell’ambito della storia postale, l’associazione decise di dotarsi di una rivista ufficiale che fu individuata in “Filatelia”, rivista alla quale i soci diedero un notevole contributo. Al fine di presidiare l’area internazionale, fu creato un gruppo di lavoro di tre soci (Buzzetti, Salierno e Casadio) che si assunse il compito di passare mensilmente in rassegna le principali riviste straniere per costituire la “ Rassegna della stampa estera” che venne ospitata sulla rivista a partire dal n. 69.

Nel 1970 l’AISP prese parete attiva all’organizzazione di “Roma 70”. A tale proposito, Luigi Raybaudi Massilia – in un articolo avente ad oggetto il consuntivo della manifestazione – scriveva: “uno speciale encomio a chi, silenziosamente, ha predisposto con gli amici dell’AISP un’imponente rassegna di particolare interesse, il Dr. Mario Gallenga [Socio AISP] di Roma”; l’autore terminava affermando che ormai l’Italia era matura per una grande internazionale.

Nel 1971 a Budapest si profila un passaggio importante nel cammino internazionale dell’AISP: su proposta della Federazione fra le Società Filateliche Italiane il 40° Congresso della FIP nomina tre soci: (i) Enzo Diena quale presidente della commissione FIP per la lotta contro le emissioni nocive, (ii) Luigi Pertile quale membro della commissione sugli interi postali e (iii) Vito Salierno quale membro della commissione FIP per la storia postale (della quale, l’anno successivo a Bruxelles ne diventava presidente, mantenendo tale carica per tre lustri). Il lavoro svolto dall’Associazione aveva dunque trovato un definitivo riconoscimento ufficiale da parte della Federazione Internazionale.

Avendo a riferimento la centralità dello studio e della ricerca fortemente voluta dai fondatori, già dal 1971 l’AISP istituì una targa d’onore per premiare i soci distintisi particolarmente con studi storici postali. Negli anni la targa fu assegnata a Gaetano Russo (alla memoria), Renzo Bernardelli, Raffaele Alianello, Robson Lowe, Albino Bazzi, Aldo Pozzolini Gobbi, Clemente Fedele, Carl Richard Bruhl, Umberto Del Bianco, Paolo Volmeir, Gabriele Serre, Daniele Zanaria e Edward B.Proud. Negli anni 1974, 1975, 1983, 1984, 1987, 1988 e 1990 tale targa non fu assegnata.

Nel 1974 fu organizzata la prima mostra sociale riservata ai soli Soci. Questa rappresentò l’occasione per dare vita alla pubblicazione di quaderni di approfondimento. Fu dunque pubblicato il primo dei “quaderni AISP” dal titolo “Studi Storico-Postali”. Molti furono gli articoli su argomenti inediti o poco studiati.

Massiccia fu poi la partecipazione AISP ad altre due mostre diverse tra loro ma ugualmente importanti. La prima è “Cremona 74”, prima Esposizione Filatelica Nazionale di Storia Postale, fortemente voluta dall’allora giovane Giorgio Zaini divenuto poi socio dell’Associazione; a questa mostra parteciparono per la Storia Postale oltre quindici soci, e per la classe Letteratura oltre dieci soci. La seconda è, invece, “Palermo 74”, esposizione nazionale che vide i nostri soci ottenere tre dei cinque Gran Premi.

L’interesse dei soci AISP alla vita del sodalizio si manifestò, in forma appassionata, alla mondiale di filatelia “Italia 76”, che si tenne a Milano: fu organizzato un ricevimento, nella nuova sede di Via Meravigli, al quale parteciparono oltre duecento persone. Nell’ambito della mostra, che si tenne alla Fiera di Milano, fu organizzato il primo Congresso Internazionale di Storia Postale.

Alla fine di quell’anno, con il cambio di gestione di “ Filatelia”, il “Notiziario ASIF” divenne il nuovo organo ufficiale dell’AISP. Nel 1977 la nuova testata cambiò la denominazione in “ Notiziario ASIF di Storia Postale” e questo – secondo quanto affermato dal nuovo editore, il socio Silvano Sorani, – “per essere più moderna, più consona ed aderente alle funzioni che è chiamata a svolgere e per il posto che intende occupare nel contesto della filatelia italiana”.

Nel 1978, dopo l’esperienza di “Italia 76”, l’AISP organizzò a Prato una mostra storica retrospettiva dedicata al periodo forse più vitale della nostra storia: quello dal 1859 al 1861. Dal 14 al 19 Marzo fu allestita una mostra sul tema “ Dagli antichi stati all’unità d’Italia”. Al fine di diffondere la conoscenza della storia postale il Presidente Pozzolini Gobbi descrisse in un pamphlet, che ebbe larga diffusione anche tra gli studenti, l’oggetto della mostra, il periodo storico e le vicende filateliche connesse.

L’AISP sviluppò, in quel fecondo periodo, temi che sino allora erano rimasti nell’ombra. Ad esempio, il tema delle disinfezioni che aveva avuto come pioniere il socio Carlo Ravasini. Nel 1980, per ricordare il quindicesimo anniversario della fondazione il consiglio direttivo affidò l’incarico a Gallenga di organizzare una mostra AISP su questo tema a Bologna a palazzo di Re Enzo. Terminata la mostra, alla quale presero parte numerosi soci, per non disperdere una copiosa raccolta di notizie e materiale iconografico, l’AISP pubblicò un catalogo dei “Bolli e documenti di sanità dell’area italiana” che, a tutt’oggi, rappresenta un punto di riferimento nella materia.

Agli inizi degli anni ottanta il Notiziario ASIF aveva dovuto sospendere le pubblicazioni e, di conseguenza, l’associazione si ritrovò con l’eterno problema della rivista ufficiale organo dell’AISP. Un gruppo di dieci soci decise di creare una nuova rivista da mettere a disposizione dei soci che fu chiamata “Cursores”. Direttore responsabile era Federico Borromeo d’Adda e redattore Paolo Volmeir. Il numero zero uscì il 30 Novembre 1980, il numero dodici – l’ultimo – nel dicembre 1982. Nei suoi due anni di vita la rivista svolse un importante ruolo nella diffusione del messaggio storico postale non solo in Italia ma anche all’estero con i suoi articoli quadrilingui. Ancora oggi ci si ricorda di questa rivista mai più eguagliata per contenuti e grafica.

Gli anni ottanta vedono l’AISP farsi promotrice e collaboratrice di numerose mostre, tra le quali ricordiamo ad esempio “Venezia 80”, biennale di letterature filatelica, e “ Livorno 80” mostra dedicata alla storia postale che si tenne sotto il patrocinio dell’AISP. Si svolse anche una mostra presso la Banca Barclays Castellini a Milano con relativa tavola rotonda che ottenne un lusinghiero successo.

Nel 1982, con l’avvento alla presidenza della Federazione del nostro socio Beppe Ermentini, fu organizzata la prima mostra mondiale FIP di Letteratura Filatelica a Milano. La mostra, posta sotto l’alto patronato del Presidente della Repubblica, fu affidata per la parte tecnica all’AISP con la supervisione della Federazione. La sede di “Milano 82” fu il castello Sforzesco: il successo fu veramente grande.

L’impegno che l’AISP profuse per “Italia 76”, fu di grande aiuto per l’organizzazione della successiva mostra mondiale, “Italia 85” tenutasi a Roma. L’impegno di nostri soci fu notevole a livello sia d’organizzazione, sia di partecipazione. I soci AISP ottennero un gran premio, otto medaglie d’oro grande, quattordici medaglie d’oro e otto medaglie di vermeil grande, oltre a premi speciali, medaglie d’argento e di bronzo.

Nel 1986 l’Associazione cambiò ancora sede e si trasferì in Via Revere 15, nei locali messi a disposizione dal socio Simontacchi. Con l’occasione, avendo finalmente spazi adeguati, fu risistemata e ricatalogata la biblioteca.

Sempre in quell’anno fu celebrato il ventennale dell’associazione con una grande mostra presso la Galleria dei Navigli in via Manzoni: un importante volume con i pezzi più significativi esposti testimoniò la partecipazione dei soci. Nel dicembre dello stesso 1986 fu esposta nelle sale dell’Action Phila la collezione Pozzolini Gobbi, riprodotta poi in un volume. Poco dopo fu anche pubblicato un volume con la collezione di Paolo Bianchi “Colonia Eritrea”. Questi volumi dovevano essere l’inizio di una raccolta che avrebbe dovuto, nel tempo, ricordare collezioni prestigiose dei soci. Si perse purtroppo la possibilità di avere un volume con la collezione Rivolta. La speranza è che ora si possa continuare in questa tradizione, anche se ormai molti, per ragioni di costi e di consultazione, trovano più semplice pubblicare le loro collezioni su internet.

Con il ritorno alla presidenza, agli inizi degli anni 90, Luciano Buzzetti riesce finalmente a dare corpo ad un vecchio sogno mai realizzato: il “Premio Letterario AISP” da aggiudicare ad un’opera di Filatelia e/o Storia Postale pubblicata nell’ultimo quinquennio. Il premio, prima di venire sospeso, fu aggiudicato a Nino Aquila, John H.Otten e Luigi Sirotti.

In questo periodo venne anche intrapreso il lavoro della “Didattica”: un progetto innovativo il cui fine era la divulgazione – soprattutto tra i giovani – della storia postale. Il lavoro fu portato avanti da un gruppo di soci, ma purtroppo non fu completato. Recentemente alcuni soci, con l’aiuto anche dell’amico Bruno Crevato Selvaggi, hanno revisionato in parte il lavoro in modo da poterlo finalmente esporre. Risulta, tuttavia, ancora necessaria un’opera di revisione e integrazione finale in modo che il progetto trovi davvero compimento potendo, con la pubblicazione, divenire quell’efficacie strumento di divulgazione per cui era stato pensato. 

Nel 1994 per risolvere il problema della rivista ufficiale si raggiunse un accordo con gli amici dell’UFL e, con il numero quattro, la Rivista “Il Francobollo” divenne anche la rivista ufficiale dell’AISP.

In quegli anni il consiglio ritenne di trasferire la sede presso il Circolo Filologico, in via Clerici.

La metà degli anni novanta hanno visto la nascita di associazioni regionali di storia postale che, se da un lato hanno la loro ragion d’essere e testimoniano la crescente attenzione per la materia, dall’altro hanno rappresentato una frammentazione per il mancato coordinamento delle iniziative.

L’AISP, dal canto suo, cercò di promuovere la diffusione dello studio della storia postale anche attraverso il maggiore coinvolgimento dei giovani. A tale fine fu presa la decisione di creare una nuova categoria di soci distinta, soggetta a minori requisiti rispetto ai soci accademici: i soci ordinari. Ciò dovrebbe contribuire a dare la possibilità a chi voglia avvicinarsi alla materia di farlo beneficiando dell’esperienza dell’AISP e dei suoi soci. Coerentemente con lo spirito dell’AISP lo statuto prevede comunque degli obblighi nei confronti dei soci ordinari. Tali soci entro tre anni dall’associazione devono conseguire dei risultati minimi in termini di studi ed esposizioni al fine di potere divenire soci accademici.

Nel 2000, per celebrare la ricorrenza del 150° anniversario dell’emissione dei francobolli del Lombardo-Veneto, l’AISP in collaborazione con l’Unione Filatelica Lombarda ha organizzato una mostra ambientata nella sede milanese del Museo del Risorgimento (30 Maggio 12 Giugno), di cui poi la UFL produsse un volume.

È di quel periodo il trasferimento nella sede attuale di Via Leopardi 3 frutto di un accordo con l’UFL che ha portato anche alla creazione di una biblioteca comune.

Nell’Aprile del 2005, su invito del socio Impallomeni, l’AISP ha partecipato alla manifestazione “Toscana 2005” tenutasi a Firenze. In tale occasione l’associazione ha ottenuto un lusinghiero successo grazie alla prima esposizione parziale della “Didattica” e di venti quadri di diciotto soci. In tale occasione si è tenuta anche un’importante assemblea straordinaria terminata con l’approvazione del nuovo statuto dell’AISP, ritenuto più adatto ai nostri tempi.

È di questi anni la creazione di un comitato di coordinamento tra le varie associazioni a carattere regionale al quale l’AISP partecipa attivamente.

Il nuovo consiglio ritiene che la presenza d’associazioni regionali può rappresentare un’occasione di crescita del movimento culturale che ruota intorno alla storia postale a condizione che le varie associazioni locali siano federate in un’associazione nazionale avente una funzione di coordinamento delle varie iniziative. Anche in relazione al grande patrimonio di conoscenze ed esperienze, sia nazionali che internazionali, conseguito dall’AISP in oltre quaranta anni di attività, l’Associazione può diventare il veicolo trainante di tale attività.

Le altre priorità che il Consiglio si è prefisso, per poter rilanciare l’Associazione, sono varie: avere un sito internet, riavviare con cadenza regolare conferenze e tavole rotonde ove approfondire lo sviluppo della materia, ristabilire il premio per la letteratura, organizzare mostre, partecipare a convegni e mostre esponendo anche la Didattica per far sempre più conoscere la Storia Postale, riprendere i rapporti con le Associazioni straniere che un tempo erano frequenti per allargare le possibilità di studio ed approfondimento ed infine mettere a disposizione degli studiosi la biblioteca che, insieme a quella della UFL, ora consta di otre 5000 tra volumi, numeri unici, riviste e cataloghi d’asta.

Il rilancio, da molti auspicato, parte da questo modo di far rivivere lo spirito dell’Associazione oggi: ricondurre i molti cultori a dare all’AISP quello che nei primi anni aveva ricevuto dai fondatori e dagli studiosi, permettendo di divulgare e di interessare alla materia tanti filatelici e dando loro la possibilità di trasferire ad altri le loro importanti conoscenze.