COLLEZIONE MARCO DE MARCHI: IL 17 GENNAIO 2017 LA PRESENTAZIONE PUBBLICA

Verrà presentato pubblicamente il 17 gennaio alle ore 12 presso il Museo del Risorgimento di Milano, in via Borgonuovo 23 (si trova a pochi passi dalla fermata della metropolitana 3 “Montenapoleone”). È il progetto, guidato dall’Unione stampa filatelica italiana, che ha permesso di fotografare (oltre 5.500 gli scatti effettuati) e di allestire su un sito specializzato del Comune di Milano l’intera collezione di Marco De Marchi, oggi comprendente centotré album.

Donata allo stesso Comune dopo la morte del collezionista avvenuta nel 1936 (era nato nel 1872), presenta numerosi reperti rari se non unici, pochissime volte esposti. Si fa notare, nel dettaglio, anche la particolare cura per gli annulli degli uffici postali, allora una scelta praticata da pochi appassionati.

Il lavoro è stato finanziato, oltre che dall’Usfi, dall’Associazione nazionale professionisti filatelici, la quale ha sostenuto il ruolo economico maggiore (sarà presente il presidente Sebastiano Cilio). Gli altri partner sono Associazione italiana di storia postale, Federazione fra le società filateliche italiane, Unione filatelica lombarda e società Vaccari, partecipi all’appuntamento attraverso il presidente Angelo Simontacchi, il vicepresidente Bruno Crevato-Selvaggi, i presidenti Giorgio Khouzam e Paolo Vaccari. Si aggiunge Poste italiane filatelia, che ha reso possibile l’esposizione di un’importante selezione durante “Milanofil” edizione 2016; non mancherà il responsabile, Pietro La Bruna.

Alla presentazione interverranno, per il Comune, l’assessore alla cultura Filippo Del Corno e il direttore dell’area soprintendenza Castello, musei archeologici e musei storici Claudio Salsi. Dal punto di vista tecnico, il perito Giacomo Bottacchi.

L’ingresso è libero fino all’esaurimento dei posti disponibili.

Il collezionista
Marco De Marchi si dedicò in modo approfondito a collezionare i francobolli soprattutto negli ultimi anni della sua vita, intendendo, attraverso la raccolta, ricostruire la storia dell’Italia ottocentesca, nella fase che va dalla persistenza di numerosi Stati all’Unificazione ed oltre, visto il suo interesse per le terre redente e, più in genere, per tutte quelle in cui all’epoca si parlava italiano, dal Ticino a Malta ed alla Dalmazia.
Dopo una fase generica, si concentrò soprattutto sul Lombardo-Veneto, percorrendo anche una strada allora poco battuta: quella degli annulli, ossia dei “timbri” in uso negli uffici postali, così da ricostruire la presenza del servizio nel tempo.
Nel 1919 fu ammesso nella Società filatelica lombarda, una fra le più antiche associazioni italiane, ora Unione filatelica lombarda e non a caso partner del progetto di valorizzazione. Nella cronaca specializzata lo si segnala quale espositore a Torino nel 1929; in quell’occasione vinse una medaglia d’oro.

La collezione
Nell’attuale organizzazione conta una sezione dedicata al materiale più pregiato, composto anche da pezzi molto rari se non addirittura unici (è il “fondo preziosi”), e centotré album.
Il numero di francobolli è alto, ma si aggiungono i frammenti e le buste intere, segno di un interesse allora poco coltivato: considerare il francobollo come una parte, seppure importante, non esaustiva dell’oggetto postale. Che comprende il contenitore e, quando possibile, pure il contenuto dell’invio.
Scorrendo il materiale, dopo un capitolo prefilatelico, si toccano tutti gli Stati preunitari, con una particolare attenzione al Lombardo-Veneto. Tra il materiale, anche reperti di posta militare, ad esempio che documentano la spedizione in Crimea tra il 1855 ed il 1856 o davanti a Gaeta nel 1860-1861.
Non sono trascurati i primi anni dell’Italia unita. Una piccola parte è composta da raccolte mondiali.

Un volume, con foto parzialmente a colori, venne realizzato dal Museo nel 1940; s’intitola “Il Risorgimento italiano nel francobollo”. Nel 1987 l’allora Amministrazione delle poste e delle telecomunicazioni pubblicò il “Catalogo della collezione sul Risorgimento italiano”: pagina dopo pagina, viene elencato il materiale esistente, aggiungendovi alcune immagini.
Il fondo accoglie anche quanto esposto e poi donato nel 1946 per la mostra ospitata all’Arengario “Il francobollo e la guerra”. Non c’entra direttamente con la De Marchi ma oggi ne condivide la sorte.

Le fotografie realizzate sono circa 5.500 e riprendono tutti i fogli d’album, quelli vuoti compresi. I reperti più significativi sono stati valorizzati da ulteriori foto capaci di evidenziarne i dettagli.

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