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Il CNPFI risponde al Club Della Filatelia d'Oro e convoca l'Assemblea Generale dei Periti Filatelici Italiani per il 27 Novembre 2010 a Verona.

CNPFIneroIl Collegio Nazionale Periti Filatelici Italiani (CNPFI) dipartimento autonomo del Collegio Periti Italiani (CPI) è venuto a conoscenza solo a mezzo stampa del “Parere ed invito N. 3” diffuso dal “Club della Filatelia d’Oro Italiana” riguardante la regolamentazione dell’attività peritale italiana e le modalità di emissione dei certificati peritali. Il CNPFI, pur apprezzando l’opera di costante impegno che il Club sta portando avanti da alcuni mesi, ritiene indispensabile a causa delle numerose imprecisioni contenute nel “Parere ed invito N. 3” porre all’attenzione del mondo filatelico italiano alcune doverose puntualizzazioni, nel PARERE viene indicato: 1. che “l’attività di Perito Filatelico è libera ovvero per esercitarla non è prevista l’iscrizione ad un albo specifico” ed inoltre che “in Italia l’attività di perito filatelico può essere esercitata liberamente da chiunque senzaalcuna formalità esame o nomina”. E invece, gli albi dei “Periti ed Esperti” esistono da sempre presso tutte le Camere di Commercio Provinciali. Inoltre per esercitare una qualsiasi attività peritale che sia fiscalmente in regola e con la necessaria Partita IVA risulta indispensabile produrre la cosiddetta “visura camerale” intesa come certificato di iscrizione indispensabile per poter esercitare l’attività. Se lasciamo passare un simile distorto messaggio, nei prossimi mesi ci troveremo sul serio decine di abusivi che si autodichiareranno “Periti Filatelici” con gravi conseguenze per tutto il mondo filatelico nazionale. Il CNPFI fondato lo scorso 24 Giugno 2010 e che conta già 10 iscritti, ha tra i suoi scopi anche quello di regolamentare l’attività peritale nazionale attraverso una attenta selezione dei propri iscritti che devono avere determinati requisiti. 2. che “i prezzi dei diversi servizi offerti dai periti non vengono più adeguatamente pubblicizzati come avveniva nel passato e per esemplari di un certo valore il costo del certificato è commisurato alla loro valutazione di catalogo”. Riteniamo necessario puntualizzare che la maggior parte dei periti filatelici sono dotati di propri siti internet professionali dove gli onorari risultano facilmente consultabili. Altri riportano invece i loro tariffari sulle pagine pubblicitarie dei cataloghi nazionali. Riguardo il costo dei certificati bisogna tenere conto che il valore di mercato dei francobolli negli ultimi anni ha subito una contrazione e conseguentemente anche il costo dei certificati. Attualmente, il costo medio di un certificato varia dai 10 ai 50 euro lordi di imposte e ciò si evince proprio dai tariffari resi pubblici. Certamente per rarità importanti l’impegno, i costi di indagine e la responsabilità aumentano proporzionalmente e con esso il costo finale dell’attestato così come avviene in quasi tutte le professioni di concetto. Nell’INVITO ai periti filatelici viene consigliato in 10 punti: 1. di “costituire una autorevole associazione” dimenticando che questa già esiste (anche se da pochi mesi) come Collegio Nazionale Periti Filatelici Italiani (CNPFI) l’unica associazione peritale filatelica nazionale operante e con risvolti istituzionali assimilabili a quelli di un vero e proprio Ordine Professionale. Il Collegio Periti Italiani (CPI) del quale il CNPFI fa parte, risulta infatti la principale associazione peritale italiana ampiamente riconosciuta in tutte le sedi. Si ricorda inoltre che il Presidente della Repubblica On. Oscar Luigi Scalfaro ha ricevuto una delegazione del CPI al Quirinale il 21 Settembre 1998. 2. di “nominare un’apposita commissione esaminatrice presso le CCIAA”. Questo aspetto è già nei progetti futuri del CNPFI. 3. di “definire gli standard operativi dell’attività del perito filatelico”. Questo argomento è già nel programma del prossimo Congresso Nazionale dei Periti Filatelici che si terrà a Salsomaggiore il 14/15 Maggio 2011 attualmente in fase di organizzazione. 4. di “non utilizzare mai la formula A mio parere”. Anche questo argomento sarà affrontato nel prossimo congresso nazionale. E’ evidente che una simile svolta non può essere lasciata all’iniziativa del singolo professionista ma deve doverosamente scaturire da una concertata decisione collegiale che venga approvata a maggioranza. Va comunque segnalato che alcuni periti già da diverso tempo stilano dei certificati fotografici in cui la dicitura “a mio parere” non risulta più utilizzata. 5. di “permettere la tracciabilità dei certificati”. Su questo aspetto i periti del CNPFI concordiamo pienamente e ritengono che sia fondamentale il cercare di diffondere l’uso della numerazione progressiva palese dei propri certificati onde poter risalire in qualsiasi momento alla copia conservata nel proprio archivio professionale per qualsiasi necessità. 6. di “rendere pubblico il tariffario attraverso adeguata pubblicità”. Questo aspetto è già stato affrontato nel punto 2 del PARERE. 7. di “non correlare i prezzi delle prestazioni alla valutazione di catalogo”. Questo aspetto è già stato affrontato nel punto 2 del PARERE. E’ evidente che non può essere stilato un certificato al costo di 50 € per una “Repubblica Romana” (il certificato costerebbe quasi come il francobollo….) così come non può essere stilato un certificato al costo di 50 € per un 3 Lire di Toscana. 8. di “moderare i prezzi delle prestazioni”. Questa evoluzione si è già manifestata del tutto spontaneamente da qualche anno a questa parte. A causa del considerevole incremento delle richieste di certificazioni provenienti dallo sviluppo delle note piattaforme di vendite on-line e che ha reso indispensabile anche la certificazione di esemplari di valore medio-basso, anche il costo medio di un certificato si è conseguentemente sensibilmente contratto. 9. di “rimanere estranei ed indipendenti dal mondo commerciale”. Questo è sicuramente uno dei cavalli di battaglia del CNPFI. Tutti gli iscritti sono accesi sostenitori di una necessaria completa e totale indipendenza del perito filatelico dal mondo commerciale. Solo con questo presupposto si potrà salvaguardare la propria serenità di giudizio e la propria professionalità. Il CNPFI pertanto avverserà in futuro e in ogni sede qualsiasi tentativo di far nascere nuclei di periti filatelici “gravitanti” nell’orbita di associazioni commerciali o sotto la loro egida. Questo doverosamente per la tutela di tutti: collezionisti e commercianti stessi. 10. di “definire una polizza di assicurazione e responsabilità”. La copertura assicurativa professionale con la recente fondazione del CNPFI sarà ora finalmente possibile anche se non di facile e rapida attuazione. Anche questo argomento sarà affrontato durante il prossimo congresso nazionale. Anche il CNPFI, in questa occasione, vuole formulare i suoi inviti al mondo filatelico. Invitiamo dunque tutte le associazioni nazionali, dalle più importanti alle meno note, a collaborare con il CNPFI per una nuova diffusione e per una rinascita della filatelia italiana a tutti i livelli. Invitiamo a condividere gli scopi e le finalità del CNPFI nonché a diffondere ed a verificare l’applicazione del “Codice Deontologico del Perito Filatelico Italiano” da noi definito e reperibile sul nostro sito: www.collegioperitifilatelici.it Per concludere, informiamo che il prossimo 27 novembre alle ore 14,30, durante la manifestazione Veronafil si terrà l’assemblea generale dei periti filatelici italiani dove saranno affrontati molti temi all’ordine del giorno. Seguirà l’elezione del comitato esecutivo del CNPFI per il suo primo triennio di vita e che rimarrà in carica fino al 31 dicembre 2013. CNPFI - COMUNICATO STAMPA N° 5 - del 21 Novembre 2010

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