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La serie Michelangiolesca: un capolavoro ancora in corso dopo 50 anni

mich.def4.3.2011 di Aniello Veneri e Giuseppe Di Bella La serie ordinaria detta “Michelangiolesca” venne emessa 50 anni fa il 6 marzo 1961. Essa è universalmente riconosciuta come una delle più belle emissioni filateliche, in particolare per quanto riguarda i due alti valori da 500 e 1000 Lire, stampati con procedimento calcografico e con formato più grande degli altri (li vediamo in foto). Caso curioso nella storia delle emissioni filateliche ordinarie, la Michelangiolesca nacque non per sostituire ma per affiancare un’altra serie ordinaria in corso, ovvero quella detta “Siracusana” a motivo del soggetto che riproduce una moneta di quell’antica città siciliana. Il caso appare ancor più strano se si considera che la serie michelangiolesca aveva dei “tagli” ovvero francobolli di uguale valore facciale a quelli del tipo siracusana in corso di validità. La sua condizione di serie ordinaria complementare è ancor più evidente per il fatto che nel 1968, la successiva emissione ordinaria riproponeva il precedente tipo siracusana, stampato su carta fluorescente e con formato della vignetta leggermente ridotto. Anche in quest’ultima emissione paradossalmente si ripetevano alcuni tagli già esistenti nelle due tipologie precedenti e quindi si avevano in corso quattro valori ordinari di identico facciale e più esattamente il 5, 10, 20 e 25 lire. Con riferimento ai primi tre, 5,10 e 25 Lire, si è verificata la particolare circostanza della contemporanea validità, fino al 4.1.1988, di cinque valori ordinari dal medesimo facciale: Uno tipo siracusana con filigrana ruota alata (1953) Uno tipo siracusana con filigrana stelle (1955) Uno tipo michelangiolesca (1961) Uno tipo siracusana su carta fluorescente (1968) Uno tipo “Castelli d’Italia” (1980) Caso raro nella storia delle ordinarie italiane, si verifica dunque la teorica possibilità che questi tipi si trovino legittimamente utilizzati sulla stessa missiva, poiché tutti contemporaneamente in corso di validità postale fino al 4.1.1988, data in cui vennero posti fuori corso tutti i tipi siracusana ancora validi. La contemporanea validità postale di molteplici emissioni ordinarie, non è un caso raro in Italia, anzi costituisce una regola più che un’eccezione. Una situazione simile si verificò nell’aprile del 1929, quando venne emessa l’ordinaria “Imperiale”: infatti i tipi ordinari precedentemente emessi, Floreale, Leoni, Michetti, Giubileo piccolo, rimasero in corso fino al 31.12.1929 ed alcuni fino al 31.12.1930. Ma in nessun caso si verifica la contemporanea validità postale di cinque valori ordinari con lo stesso valore facciale sopra delineata. Ed in tema di validità, questa emissione presenta alcune caratteristiche singolari. Infatti essa è ancora oggi utile per l’affrancatura delle corrispondenze essendo stata dichiarata con “validità permanente”. La serie michelangiolesca, rappresenta inoltre l’unico caso nella storia Repubblicana di un’emissione messa fuori corso, il 31.12.1968, e successivamente riammessa in piena validità postale a partire dal 20 marzo 1969. Turrita e michelangiolesca affrancarono per anni le missive degli Italiani in un periodo di vero e proprio boom postale con l’aumento esponenziale dei traffici epistolari degli anni ’60. Possiamo immaginare in qualche cultore dell’estetica una predilezione per una serie piuttosto che l’altra, anche nella scelta dell’affrancatura da applicare su un saluto da un località turistica o nell’affidare alla posta un messaggio importante, ma resta il fatto che le immagini colorate ed icastiche della Cappella Sistina, tenevano bene il confronto con la perfezione ellenistica della moneta Siracusana. E chissà se gli appassionati collezionisti nell’acquistare la serie michelangiolesca sapevano che con 2.561 Lire, ovvero il relativo valore facciale, avrebbero potuto acquistare una sterlina d’oro inglese, anch’essa con la riproduzione di una testa importante e coronata come quello della Regina Elisabetta II. Ma come resistere al fascino dell’arte italiana e al genio di Michelangelo? Riuscire a riprodurre in pochissimo “spazio dentellato” opere d’arte di fama mondiale come i personaggi della Cappella Sistina è operazione difficile: è anch’essa un’opera d’arte per la quale saremo sempre grati ai maestri incisori Eros Donnini, Alveo Quieti, Mario Colombati e Vittorio Nicastri. Furono loro a creare i 4 alti valori della serie, rispettivamente il 150 lire, 200 lire, 500 lire e 1.000 lire stampati in calcografia ai quali vanno aggiunti i restanti 15 valori che completano la serie: in tutto diciannove valori emessi in un’unica tornata il 6 marzo del 1961, pratici nel formato, omogenei nel soggetto, piacevolmente colorati e di indubbio valore artistico, che si inseriscono immediatamente nella quotidianità degli italiani negli anni del boom economico. Anche tecnicamente, oltre che artisticamente, la serie Michelangiolesca è forse la più riuscita delle ordinarie repubblicane. Nel dettaglio, i 19 valori rappresentano: 1 lire, 5 lire, 10 lire, 115 lire e 150 lire gli Ignudi, 20 lire Sibilla Libica, 30 lire Sibilla Eritrea, 50 lire Sibilla Delfica, 55 lire Sibilla Cumana, 15 lire Profeta Gioele, 25 lire Profeta Isaia, 40 lire Profeta Daniele, 70 lire Profeta Zaccaria, 85 lire Profeta Giona, 90 lire Profeta Geremia, 100 lire Profeta Ezechiele, 200 lire ritratto di Michelangelo, 500 lire Adamo, 1.000 lire Eva. Come è noto, i soggetti sono tratti dagli affreschi della Cappella Sistina, del celebre artista Michelangelo Buonarroti che nel 1508 venne incaricato da Giulio II, di ridipingere il soffitto della cappella e lo spazio sopra l’altare, dove l’artista collocò il Giudizio universale. Michelangelo aveva sottoscritto un impegno per dipingere i dodici Apostoli, ma a lavoro finito le figure presenti erano più di 3.000. Proprio il Giudizio Universale, come è noto, fu oggetto di una violenta disputa tra il Cardinale Carafa e l’artista che venne accusato di oscenità, a causa delle molte figure rappresentate senza veli. Una reazione moralizzatrice contro gli affreschi, nota come “campagna delle foglie di fico”, venne promossa dal Cardinal Carafa e da Monsignor Sernini. Si narra che il Maestro di Cerimonie del Papa, Biagio da Cesena, criticò aspramente i dipinti, sostenendo che erano più adatti ad un … bagno termale che a una cappella. Michelangelo allora per ripicca lo raffigurò nei tratti di Minosse giudice degli inferi; quando Biagio da Cesena si lamentò di questo con il Papa, questi rispose che la sua giurisdizione “non era valida in inferno”. Ma, morto Michelangelo, venne emesso un provvedimento per coprire le pudende “De Pictura in Cappella Ap.ca coopriantur". Venne incaricato Daniele da Volterra, un allievo di Michelangelo che a causa di questo lavoro di copertura con varie braghe, perizomi e panneggi, venne soprannominato ab eterno "Braghettone". Particolare curioso, Michelangelo usò modelli maschili, anche per le donne, poiché a quell’epoca per motivi morali, non era facile ovvero non era consentito utilizzare modelle. Questa circostanza si nota nelle figure che talvolta, come nel Lire 1000 che vediamo, uniscono tratti virili e femminili. Il genio è anche questo. La mano dei valenti incisori, ha conservato fedelmente anche nei francobolli questa affascinante “ambiguità”, come in questo virile e armonioso Adamo quanto in una plastica e affascinante Eva. Il genio di Nicastri ha esaltato nell’incisione questa affascinante dualità del genere umano: le due metà del cielo nella meraviglia del Creato. E’ infatti opinione generalmente condivisa che i due francobolli che vediamo in foto siano tra i più belli dell’epoca contemporanea. L’incisione è finissima e la stampa calcografica fa risaltare tutti i particolari di questi splendidi soggetti. La serie michelangiolesca ed in particolare i due alti valori, sono definibili come gli ultimi classici. Un pezzo di storia della filatelia e della grafica, degno di un museo e non solo di filatelia. Interessante l’uso su busta di questi francobolli insieme a quelli della “siracusana”, specialmente in affrancatura per l’estero. Molto ricercate le affrancature miste con esemplari dello stesso valore facciale delle due serie (valori gemelli). Tutto questo materiale è comunque economicamente ancora molto accessibile, tranne che per gli alti valori su busta, nel primo periodo dell'emissione. CARATTERISTICHE TECNICHE DI STAMPA Per la stampa della serie furono 3 diverse le macchine: la Goebel a due colori per i valori dall’1 lira al 115 lire, la utilizzate Hoe utilizzata per il 200 lire e la Goebel 300 per i valori da 150 lire, 200 lire, 500 lire e 1.000 lire. La Goebel a 2 colori venne utilizzata per la stampa dei bassi valori in rotocalco in fogli da 100 esemplari riuniti in un unico gruppo di 4 fogli, distinguibili dai puntini (da uno a quattro) posizionati sul bordo (sinistro) del 91° esemplare. La Hoe alimentata a fogli singoli, ultimo retaggio di un sistema oramai superato, stampava in calcografia e venne utilizzata per la stampa del valore da 200 lire. Le richieste sempre più consistenti di tale francobollo, complici gli aumenti tariffari, imposero che dal 1966 la stampa di questo francobollo venne affidata alla Goebel 300, anch’essa calcografica ma più veloce essendo alimentata con bobina; con questa macchina vennero stampati anche i già citati 150 lire, 500 lire e 1.000 lire. FILIGRANA La filigrana è costituita da un tappeto di stelle disposte su file alternate con direzione opposta ed impresse con il sistema detto “in tondo” o “in piano”, tipiche rispettivamente della filigrana del I° tipo e del IV° tipo. La filigrana del I° tipo è tipica delle prime tirature del 1961 mentre dal luglio dello stesso anno la cartiera Miliani di Fabriano iniziò a fornire bobine di carta con filigrana del IV° tipo cosicché tutti i valori dall’1 lira al 115 lire, il 500 lire e il 1.000 lire si possono presentare con entrambi i tipi di filigrana ad orientamento orizzontale. I valori da 150 lire e 200 lire possono presentare invece filigrana del I° tipo o del IV° tipo ma con andamento verticale. Particolare attenzione meritano i valori da 10 lire, 15 lire e 30 lire che se con filigrana verticale del I° tipo, provengono da bobine realizzate per la distribuzione dei francobolli a mezzo macchinette automatiche disposte presso fiere e mostre, ma che di fatto hanno avuto scarsa fortuna e una distribuzione pressoché manuale presso uffici postali o tabacchini. Il 30 Lire in particolare ha un valore venale molto elevato. DENTELLATURA Alla varietà di macchine utilizzate per la stampa e di filigrane applicate corrisponde un’altrettanta varietà di perforatori utilizzati. Per i valori in rotocalco è stata adoperata la classica dentellatura a blocco che perforava in un’unica battuta tutto il foglio, questo vale per i valori dall’1 lira al 115 lire sia con filigrana del I° tipo che del IV° tipo che presentano un passo pari a 14 x 14. Il valore da 150 lire se con filigrana del I° presenta dentellatura a blocco con passo 14 x 14, se con filigrana del IV° tipo presenta dentellatura a pettine con il medesimo passo 14 x 14. Il valore più interessante è sicuramente il 200 lire che si può presentare con quattro diverse combinazioni di dentellatura e filigrana: filigrana I° tipo con orientamento verticale con dentellatura lineare con passo 13.3; filigrana IV° tipo con orientamento orizzontale con dentellatura lineare con passo 13.3, filigrana IV° tipo con orientamento verticale con dentellatura a pettine con passo 14 x 13.3; filigrana IV° tipo con orientamento verticale con dentellatura a pettine doppio con passo 14 x 13.3. Rispettivamente le macchine utilizzate sono la HOE (per le prime due), la GOEBEL 300 e la BRM. I valori da 500 lire e 1.000 lire risultano stampati con la GOEBEL 300 e possono presentare filigrana I° tipo con dentellatura 13.3 x 13.3 oppure filigrana IV° tipo con dentellatura 13.3 x 13.3 o 14 x 13.3. IMPIEGO POSTALE La “Michelangiolesca” ha avuto il suo periodo di massimo utilizzo negli anni ’60 fino ai primi anni ’70 quando il suo uso è andando riducendosi. In questi anni tre sono stati i cambiamenti tariffari per l’Italia e due per l’estero e allo stesso tempo numerose erano le voci tariffarie in cui la serie veniva utilizzata. I periodi tariffari per l’interno sono così divisi: 16.3.1961 – 31.7.1965; 1.8.1965 – 15.8.1967; 16.8.1967 – 30.3.1974. All’epoca dell’emissione, diverse erano le voci tariffarie che si presentavano all’utente postale: Lettera, Biglietto postale, Cartolina Postale, Cartolina Illustrata, Cartolina Concorso, Manoscritti, Biglietto da visita e Partecipazione, Fattura commerciali aperte, Stampe, Piego di libri, Cedola di commissione libraria, Estratto conto giornali, Cartolina Concorso, Campioni senza valore, Pacchetto postale, saggi medicinali. Quasi tutti i valori all’atto dell’emissione erano idonei ad assolvere senza bisogno di alcuna integrazione diverse voci tariffarie, alcune più comuni altre ovviamente meno. Da notare che dal 16.3.1961 al 30.3.1974 la tariffa base ovvero la lettera cambia 3 volte passando dalle iniziale 30 lire alle 40 lire ed infine alle 50 lire con ben tre differenti sistemi di calcolo per i porti successivi. Si passa dai primi 30 gr. ai successivi 20, ai porti di ogni 20 gr. ed infine agli scaglioni di peso primi 20 gr., 100 lire 21/100 gr., 300 lire 101/250 gr., 600 lire 251/500 gr., 1500 lire 501/1000 gr., 2000 lire 1001/2000 gr. Nessun’altra serie annovera un’evoluzione tariffaria del genere. Risultano ovviamente interessanti le affrancature con esemplari isolati, ma in generale anche le tariffe come Manoscritti, Piego di libri, Cedola di commissione libraria, Estratto conto giornali, Cartolina concorso, Campioni senza valore, Saggi medicinali, Pacchetti postali. I servizi accessori sono la raccomandata (aperta, possibile solo per il primo periodo tariffario), l’espresso, l’assicurata, il contrassegno, il fermo posta, la posta aerea, la posta pneumatica e gli atti giudiziari. La corrispondenza per l’estero registra solo due periodi tariffari con cambio di tariffa l’1.8.1965 quando spedire una lettera all’estero costa 90 lire e non più 70 lire. La gamma di servizi offerta per l’estero è limitata agli oggetti postali di maggior frequenta come lettere e cartoline, biglietti da visita o stampe e campioni senza valore per esigenze commerciali. Da registrare un trattamento di favore per alcuni paesi quali la Francia e il Principato di Monaco (dal 6.3.1961), il Belgio (dal 1.8.1965), la Repubblica Federale Tedesca (dal 15.8.1965), l’Olanda e Lussemburgo (dal 1.1.1966) ai quali si applicano le tariffe per l’interno per lettere e cartoline mentre i servizi accessori scontano le normali tariffe estere. I servizi accessori sono i medesimi per l’interno. Interessante la posta aerea per l’Europa che alle lettere e cartolina si applica a partire dal 1.8.1965 con soprattassa pari a 15 lire ogni 15 gr. e termina il 31.7.1970 quando l’invio con posta aerea è prassi normale e la soprattassa non si applica più. Numerose le destinazioni possibili nei restanti 4 continenti con tariffe differenziate che non cambiano quasi mai e si mantengono costanti nel periodo considerato 1961-1974. Un aspetto che accomuna tutti gli usi sia per l’interno che per l’estero è la possibilità di usi misti della michelangiolesca con i valori commemorativi del periodo, specie se di alto valore nominale come i 300 lire (Ciclismo o Unità d’Italia) o i 500 lire (Stati Generali dei Comuni, Vela, Dante, Universiade e Giro d’Italia) nonché la serie Gronchi e Olimpiadi del 1960. Sono tutti usi interessanti in un periodo in cui i “fogliaroli” acquistavano pacchi interi sottraendoli all’uso comune. Si ricorda inoltre che per tutto il periodo di maggior uso della michelangiolesca è in corso anche la siracusana per cui si ha la possibilità di usi con valori gemelli per tutta la serie, tranne i valori da 500 lire e 1.000 lire che possono presentarsi in uso gemellare con i valori della serie Donatello. USI PARTICOLARI Risulta infine da registrare una serie di usi impropri o su modulistica di servizio che vedono impiegati i valori della michelangiolesca. Si riscontra l’utilizzo come marca per recapito autorizzato, come segnatasse, come marca da bollo, come marca per pacchi in concessione o su modulistica varie come le ammende, i reclami, i telegrammi, i buoni di riposta internazionali tessere postali, verbali o le richieste di materiale postale o libretti ferroviari.

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