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Approfondimenti

La cartolina del mese: Francobollo insufficiente? No! Così non parte!

CPFronteCPRetroNOTIZIE STORICO POSTALI Quando in Italia, il 1° gennaio 1874, comparvero le prime cartoline postali ebbero subito un gran successo perché permettevano di comunicare spendendo solo 10 centesimi, la metà di una lettera. Non era previsto (ma non era nemmeno vietato) che potessero essere inviate all’estero, però le varie convenzioni che allora regolavano i rapporti postali con i vari Stati esteri non ne facevano cenno per il semplice fatto che, quando furono stipulate, le cartoline postali in Italia non c’erano ancora. Volendole spedire avrebbero quindi pagato quanto previsto per una lettera e, naturalmente, a parità di costo, si preferì servirsi di queste ultime con le quali si poteva scrivere di più e in modo riservato. Il 1° luglio 1875, entrando in vigore il Trattato dell’Unione Generale delle Poste (poi UPU) furono stabilite anche particolari tariffe per le cartoline postali che, nel caso di invii verso l’Austria o i Paesi dell’Impero Austriaco, fu di 15 centesimi. L'INOLTRO DELLA CARTOLINA Francesco…, un droghiere di Novara, attento ai danè, il 2 novembre 1875 approfittò del minor costo per utilizzare una cartolina postale per richiedere ad una ditta di Trieste “i prezi ristreti…della fruta seca…dei fichi agropoli, nacolle (?) di Sicilia, prune di Pravenza….” . La scrisse e la imbucò. L’impiegato postale, presa la posta dalla buca, timbrò la cartolina e solo dopo notò che era indirizzata a “Trieste”, allora appartenente all’Impero Austriaco. I dieci centesimi della cartolina non andavano bene per mandarla in Austria e quindi impresse il bollo “Francobollo insufficiente” accanto a quella specie di francobollo con l’effigie di Vittorio Emanuele II stampato sulla cartolina. Ma l’impiegato postale non poté far partire la cartolina postale così come avrebbe fatto se fosse stata una lettera insufficientemente affrancata (che poi sarebbe arrivata tassata), perché più che essere insufficiente, nel caso delle cartoline postali l’affrancatura era obbligatoria. Così girò la cartolina, lesse chi l’aveva scritta (con le cartoline postali il segreto epistolare non poteva certo valere), fece chiamare e venire il signor Francesco, si fece dare 5 centesimi ed applicò sopra il bollo di partenza di Novara un francobollo da 5 centesimi che poi annullò col bollo numerale a punti “20” assegnato a Novara. I 10 centesimi della cartolina con aggiunti i 5 centesimi del francobollo soddisfecero così la prevista tariffa di 15 centesimi. La Cartolina partì ed arrivò a Trieste l’8 novembre 1875. Per le feste di Natale avranno i novaresi gustato i fichi secchi siciliani? Presentazione a cura di Lorenzo Carra

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